programmi internazionali

  1. Durando di San Porciano. Edizione critica del Commento alle Sentenze
  2. GIF (German-Israeli Foundation 2016): Arabic-into-Hebrew-into Latin: The Latin Translation of Maimonides’ Guide. Critical Edition, History and Cultural Context)

1. Durando di San Porciano. Edizione critica del Commento alle Sentenze

Il Commento alle Sentenze di Durando di San Porciano occupa una posizione di primo piano all’interno del dibattito filosofico e teologico dell’inizio del XIV secolo. L’opera è tramandata in tre redazioni distinte. La terza e ultima redazione è stata riprodotta più volte in edizioni cinquecentesche; le prime due redazioni sono sinora rimaste inedite.
L’edizione critica della prima e seconda redazione del Commento alle Sentenze (articolata in 16 volumi) viene condotta nell’ambito di un progetto di ricerca internazionale tra il CETEFIL (Università del Salento) e il Thomas-Institut (Universität zu Köln), finanziato dalla DFG.

Direttore: Andreas Speer
Collaboratori: Guy Guldentops, Thomas Jeschke, Thomas Meyer, Massimo Perrone, Fiorella Retucci, Sara Ciancioso, Christoph Burdich, Federica Ventola

Sito Internet: http://durandus.phil-fak.uni-koeln.de

2. DGF 2020: Die hebräisch-lateinische Übersetzung des Maimonides:
Die kritische Edition des Dux neutrorum

La Guida dei Perplessi, la principale opera filosofica di Mosè Maimonide, conobbe una notevole ricezione nel Medioevo latino. La traduzione latina di quest’opera, nota con il titolo Dux neutrorum, fu infatti letta nel corso del XIII secolo da autori quali Alberto Magno, Tommaso d’Aquino e Meister Eckhart. Il progetto si pone come obiettivo l’analisi della tradizione manoscritta del Dux neutrorum al fine di presentare la prima edizione critica di questo testo.

La Guida dei Perplessi fu composta originariamente in giudeo-arabo al termine del XII secolo, e fu poi tradotta due volte in ebraico. Nel 1204, il traduttore provenzale Shmuel Ibn Tibbon redasse la prima versione ebraica intitolata Moreh nevukim; in un secondo momento – ma la data esatta non è nota – il poeta Yehuda al-Harizi compose un’altra traduzione, dallo stile maggiormente letterario. La traduzione latina fu composta attorno alla metà del XIII secolo principalmente sulla base di questa seconda versione, sebbene le indagini condotte sino ad ora portino a ritenere che il testo fu anche confrontato con un’altra versione.

La tradizione manoscritta non trasmette alcuna informazione in merito alla data di composizione né al committente del Dux neutrorum. Sino ad ora gli studiosi hanno formulato diverse ipotesi riguardo il luogo di composi- zione dell’opera, che potrebbe essere stata composta alla corte di Federico II, in Francia oppure in Spagna. Alcune caratteristiche linguistiche emerse nel corso delle più recenti ricerche hanno rilevato la possibilità che il testo possa essere stato redatto da un traduttore di lingua spagnola. Sebbene il Dux neutrorum sia caratterizzato da uno stile parafrastico, la traduzione nel suo complesso può essere considerata come abbastanza fedele rispetto all’originale ebraico.

Il testo è trasmesso da tredici codici, alcuni dei quali risalenti al XIII secolo. In vista dell’edizione critica, l’intera tradizione è stata presa in considerazione; tuttavia, in una seconda fase del lavoro sei codici sono stati eliminati. Ad oggi è disponibile il volume relativo al Dux neutrorum I: Moses Maimonides, Dux neutrorum vel dubiorum, ed. D. Di Segni, Peeters, Louvain, 2019.

Il Dux neutrorum II è in corso di pubblicazione nell’ambito del progetto in collaborazione tra l’Università di Tel Aviv e l’Università di Colonia finanziato dalla German-Israeli Foundation (2016-2019).

Il Dux neutrorum III è l’oggetto del progetto finanziato dalla DFG (2020-2023).

Direttrice del progetto: Diana Di Segni


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