- RIPARTI 2022: Discussioni interculturali alla corte di Federico II, Puer Apuliae: Michele Scoto e la trasmissione della scienza nel mondo latino: Digital edition e digital exibition
- PRIN 2017: Averroism. History, Developments and Implications of a Cross-cultural Tradition
- FIRB 2012. Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino. Edizione di testi e studi dottrinali.
- FIRB 2012. IAELW – L’impatto dell’etica aristotelica sull’Occidente latino (1240-1290): le radici medievali di un nuovo approccio all’agire umano, ai diritti individuali e al bene comune. Edizioni critiche di testi e studi storico-dottrinali.
- PRIN 2012. L’universalità e i suoi limiti: meccanismi di inclusione ed esclusione nella storia della filosofia e nei dibattiti filosofici contemporanei.
1. RIPARTI 2022: Discussioni interculturali alla corte di Federico II, Puer Apuliae: Michele Scoto e la trasmissione della scienza nel mondo latino: Digital edition e digital exibition
L’obiettivo del progetto è duplice: Sulla base di una trascrizione del testo (tesi di dottorato inedita a cura di G. M. Edwards) 1) Realizzazione di una edizione digitale del prologo, in cui vengono descritti scopi, argomenti e temi dell’opera. 2) realizzazione di una ‘mostra virtuale’ della ricca tradizione manoscritta del Liber introductorius, con un focus sul vocabolario tecnico, le immagini, i luoghi, le implicazioni culturali e scientifiche di un trattato medievale. Attraverso l’uso delle nuove tecnologie applicate alle scienze umane (digital humanities) sarà possibile costruire nuove narrazioni che mostrino come la scienza medievale sviluppatasi alla corte di Federico II abbia plasmato e influenzato, anche a partire da materiali arabi, la cultura scientifica Europea. Questo consentirà di promuovere una fruizione diversificata del patrimonio immateriale della Puglia, legato alla valorizzazione dei luoghi federiciani e proponendo, così, una forma di turismo culturale ‘destagionalizzato’ e ‘virtuale’
2. PRIN 2017: Averroism. History, Developments and Implications of a Cross-cultural Tradition
Il progetto intende:
(i) spiegare la complessità e la lunga stratificazione storica dell’eredità di Averroè;
(ii) assumere la storia dell’Averroismo come un caso di studio storico di fruttuosa interazione tra culture diverse –compito che appare sempre più urgente in un’epoca in cui l’islamofobia diffusa sembra favorire una miope politica identitaria.
Il progetto intende raggiungere questi obiettivi generali attraverso quattro filoni di ricerca principali, ciascuno corrispondente a un’Unità di ricerca:
(1) Averroismo e Anti-Averroismo: Un’opposizione secolare nella storia della filosofia e della scienza (Torino; PI: Pasquale Porro)
(2) La filosofia naturale di Averroè e la sua ricezione (Lecce; AI: Fiorella Retucci)
(3) Averroes Transformed (XIII-XVIII secolo) (Milano; AI: Luca Bianchi)
(4) Averroè in Italia (Udine; AI: Andrea Tabarroni).
Gli obiettivi specifici di ricerca delle quattro Unità comprendono:
(a) edizioni critiche di testi inediti; (b) contributi specifici sull’Averroismo italiano; (c) una mappatura delle varie tradizioni che si riferiscono all’Averroismo a partire dal Medioevo; (d) una ricostruzione delle diverse fasi dell’antiverroismo; (e) un esame della specificità dell’Averroismo ebraico; (f) l’analisi dell’Averroismo come caso di interazione culturale.
Coordinatore nazionale: Pasquale Porro (Torino)
Unità di Ricerca di Lecce: Fiorella Retucci
Unità di Ricerca di Milano: Luca Bianchi
Unità di Ricerca di Udine: Andrea Tabarroni
3. FIRB 2012. Prevedere gli eventi e controllare la natura: modelli di razionalità operativa e circolazione dei saperi nel Medioevo arabo, ebraico e latino. Edizione di testi e studi dottrinali.
Coordinatrice nazionale Marienza Benedetto (Università “Aldo Moro” – Bari); Unità di Ricerca di Lecce: Alessandra Beccarisi; Unità di Ricerca di Trento: Alessandro Palazzo
Il Progetto intende ricostruire la trasmissione e circolazione tra le diverse culture mediterranee delle strategie scientifiche finalizzate a prevedere e a modificare gli effetti terrestri della causalità celeste, per poi considerare il dibattito che nell’Occidente latino si sviluppò, a partire da questi presupposti, intorno alle questioni di divinazione e mantica fra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo. In particolare ci si propone di approfondire questo ambito di studi su due livelli complementari.
Il primo di essi consiste nell’elaborare articoli e monografie di carattere storico-dottrinale relativi ai seguenti ambiti tematici:
- la trasmissione di modelli teorici e operativi di previsione e controllo degli eventi (divinazione, mantica e soprattutto geomanzia) fra il mondo arabo, ebraico e latino;
- le grandi questioni che costituiscono lo sfondo problematico e la cornice teorica della divinazione naturale nel Medioevo (il rapporto tra fato e provvidenza, l’alternativa tra determinismo e libero arbitrio, la definizione di profezia naturale e profezia rivelata, ecc.), così come vengono discusse negli scritti di alcuni teologi e filosofi medievali (Alberto Magno e Tommaso d’Aquino in primo luogo, ma anche Ruggero Bacone, Sigieri di Brabante, Enrico Bate, Cecco d’Ascoli);
- il dibattito sulla causalità celeste in rapporto alla celebre condanna del 1277: molti degli articoli censurati dal vescovo Tempier (ad esempio, gli artt. 102-106 nella numerazione di Mandonnet e Hissette, corrispondenti agli artt. 21, 142, 143, 207 e 206 nella numerazione del Chartularium Universitatis Parisiensis) riguardano infatti direttamente le implicazioni del determinismo astrale, mentre nel Prologo della condanna si fa esplicita menzione di un trattato di geomanzia (Estimaverunt Indi).
Il secondo livello consiste nella realizzazione dell’edizione critica di tre testi fondamentali (ancora del tutto inediti o accessibili solo in edizioni provvisorie e parziali), relativi a una delle tecniche medievali più diffuse, ma meno indagate a livello storiografico, di divinazione naturale: la geomanzia. Sviluppata essenzialmente dagli Arabi (pur essendo attestata anche nell’Antichità), la geomanzia è una tecnica che insegna a trarre figure dai punti tracciati casualmente sulla terra o sabbia (ma anche sulla carta) e a prevedere, in base ad esse, gli eventi futuri: il geomante, che si riteneva venisse guidato nella sua operazione dall’influsso naturale degli astri, era così capace di rispondere alle domande che gli venivano poste su specifiche questioni. Nell’ambito di questo progetto saranno analizzati tre testi di geomanzia, la cui edizione critica rappresenta ormai da tempo un desideratum della comunità scientifica internazionale:
- l’Ars geomantiae di Ugo di Santalla, che, oltre a essere forse il primo esempio della letteratura geomantica nell’Occidente latino, mostra concretamente l’affermarsi di un nuovo paradigma di razionalità operativa, a seguito della traduzione della letteratura filosofico-scientifica araba (l’Ars geomantiae è infatti molto probabilmente la versione latina di un trattato arabo non ancora identificato);
- – l’Estimaverunt Indi, che costituisce ugualmente la traduzione di un originale arabo perduto, e che come già si accennava fu censurato da Tempier nel Prologo della condanna del 1277;
- – la Geomantia, trattato attribuito a Guglielmo di Moerbeke, penitenziario papale e celebre traduttore delle opere di Aristotele.
4. FIRB 2012. IAELW – L’impatto dell’etica aristotelica sull’Occidente latino (1240-1290): le radici medievali di un nuovo approccio all’agire umano, ai diritti individuali e al bene comune. Edizioni critiche di testi e studi storico-dottrinali.
Coordinatrice nazionale: Fiorella Retucci (Università del Salento); Unità di Ricerca di Bari: Michele Trizio; Unità di Ricerca di Roma (La Sapienza): Marialucrezia Leone
Il progetto consiste in una serie di edizioni critiche e di studi storico-dottrinali, il cui fine è contribuire a un avanzamento della conoscenza di tematiche etiche collegate all’ingresso dell’Etica Nicomachea di Aristotele nell’Occidente latino. Alcuni aspetti della ricezione dell’etica aristotelica hanno già da tempo attirato l’attenzione della critica. I testi oggetto della presente ricerca sono stati tuttavia trascurati. E questo perché le opere coinvolte nel progetto sono inedite e quindi tuttora non accessibili in moderne edizioni critiche.
Una sezione rilevante del progetto consiste nella realizzazione di edizioni critiche di testi ancora inediti, quali:
- la traduzione latina dei commenti bizantini al V e VI libro dell’Etica Nicomachea;
- il primo libro del Sapientiale di Tommaso di York, testo che rappresenta la prima forma di ricezione dell’etica aristotelica mediata dai commentatori bizantini;
- le questioni etiche tratte dai Quodlibeta di Servais Du Mont Saint-Michel. Quest’opera rappresenta uno stadio maturo della ricezione dell’etica aristotelica nella Facoltà di Teologia parigina.
Le edizioni critiche saranno accompagnate da studi specifici. Sono previsti:
- uno studio sui commentatori bizantini e sulle teorie etiche che hanno trasmesso al Medioevo;
- uno studio sul Sapientiale di Tommaso di York e suo inquadramento all’interno della cultura inglese del XIII secolo;
- uno studio sulla ricezione dell’etica aristotelica nella facoltà di Teologia di Parigi con particolare riferimento alla filosofia morale di Enrico di Gand.
5. PRIN 2012. L’universalità e i suoi limiti: meccanismi di inclusione ed esclusione nella storia della filosofia e nei dibattiti filosofici contemporanei. Coordinatore nazionale: Loris Sturlese
Il progetto intende studiare il ruolo che la filosofia e la sua storia possono svolgere in rapporto alla crisi dell’universalismo che sembra caratterizzare lo scenario contemporaneo. Fin dall’antichità, la tradizione filosofica ha sempre cercato di elaborare modelli ‘inclusivi’ fondati sull’universalità della ragione o su modelli antropologici di carattere generale, esponendosi d’altra parte al rischio di rinchiudersi, proprio in virtù di questa stessa tendenza, in una logica identitaria e totalitaria, e di rovesciarsi così in un discorso votato alla soppressione, all’inglobamento o alla dimenticanza di ciò che è differente o altro. Oggi – in un momento in cui la semplice appartenenza all’umanità e il possesso di una natura umana ‘astratta’ appaiono sempre più insufficienti a garantire in modo appropriato tanto la coesione di una società quanto la salvaguardia dei diritti individuali, e in cui la stessa universalità dei diritti umani è diventata oggetto di discussione – la filosofia è chiamata da una parte a riflettere sul carattere storicamente determinato dei modelli e delle strategie di inclusione ed esclusione che essa ha di volta in volta elaborato dalle origini greche fino al Novecento, e dall’altra a proporre alle scienze sociali e alla politica un approccio diverso – intensivo e non estensivo, rispettoso delle differenze e non omologante – alla questione dell’universalismo. In altri termini, proprio in quanto ha sempre fatto storicamente esperienza dell’ambiguità che inerisce a ogni processo di universalizzazione, la filosofia appare ancora pienamente legittimata a prendere la parola contro la violenza e i meccanismi di esclusione in atto nella nostra realtà. Il progetto nasce così espressamente dall’intento di raccogliere e concentrare le ricerche filosofiche in atto in diverse Università italiane – evitandone l’eccessiva frammentazione – intorno a uno degli obiettivi di fondo di Horizon 2020: la costruzione di società più inclusive, innovative e sicure. A tal fine, il progetto si articola in due livelli sinergici e complementari:
1) la ricostruzione storico-filosofica dei modelli universalistici e delle strategie teoriche di inclusione ed esclusione all’interno della tradizione occidentale;
2) la considerazione dei modi in cui tali modelli continuano ad agire nelle discussioni contemporanee e la possibile elaborazione di nuovi approcci all’universalismo. Il progetto può contare sulla partecipazione (in qualità di Responsabili di Unità locali) dei Presidenti delle tre società di settore di ambito storico-filosofico (relative rispettivamente al pensiero antico [SISFA], a quello medievale [SISPM], e alla storia della filosofia generale [SISF]), nonché del Presidente (in qualità di Coordinatore nazionale) e del Vicepresidente (in qualità di responsabile di Unità locale) della Société Internationale pour l’Étude de la Philosophie Médiévale (SIEPM).
Unità operative:
- STURLESE Loris (Università degli Studi del SALENTO)
- PORRO Pasquale (Università degli Studi di BARI ALDO MORO)
- PIAIA Gregorio (Università degli Studi di PADOVA)
- CACCIATORE Giuseppe (Università degli Studi di NAPOLI “Federico II”)
- D’ONOFRIO Giulio (Università degli Studi di SALERNO)
- ROSSI Pietro (Università degli Studi di TORINO)
- POZZO Riccardo (Direttore di Istituto di EPR Consiglio Nazionale delle Ricerche)
- BERTOLACCI Amos (Scuola Normale Superiore di PISA)
- TABARRONI Andrea (Università degli Studi di UDINE)
- LONGO Mario (Università degli Studi di VERONA)
- GEMBILLO Giuseppe (Università degli Studi di MESSINA)
- CATTANEI Elisabetta (Università degli Studi di CAGLIARI)
- MAURO Letterio (Università degli Studi di GENOVA)
- NATALI Carlo (Università “Ca’ Foscari” VENEZIA)
